Fino ad ora, il Reddito di cittadinanza non è servito a far diminuire la disoccupazione. Inefficace anche Quota 100. Il Ministero dell'Economia: "Ritardo nell'applicazione della manovra" a scriverlo è il Ministero dell'Economia, nella Nota di aggiornamento al Def (Nadef), approvata e pubblicata nei giorni scorsi.

 

 

Infatti, la riduzione del tasso di disoccupazione "riflette principalmente il miglioramento del mercato del lavoro riscontrato nei primi sette mesi dell’anno in corso". Ma, specifica la Nota, "dai dati dell’indagine sulle forze di lavoro non emerge ancora pienamente l’incremento del tasso di partecipazione che sarebbe dovuto scaturire dall’adesione al reddito di cittadinanza e dal conseguente patto per il lavoro". Il miglioramento, quindi, non sarebbe stato merito del Reddito di cittadinanza, la cui completa attuazione sta avvenendo con un certo ritardo. Il motivo, evidenziato anche da Nextquotidiano, sta nel fatto che il Reddito di cittadinanza sia stato messo in atto prima che partisse il meccanismo ideato per aiutare i disoccupati a trovare lavoro.

Chi percepisce i soldi, quindi, ha ricevuto gli accrediti, senza aver ancora firmato il patto per il lavoro, così da non poter partecipare nemmeno ai corsi di formazione. In questi mesi, quindi, lo Stato avrebbe erogato il Reddito senza chiedere nulla in cambio. Tutta colpa del ritardo per l'attuazione dell'intera misura, fortemente voluta dal Movimento 5 Stelle.

Così, "l'incremento del tasso di partecipazione che nel Def era stato attribuito principalmente al primo anno di entrata in vigore del provvedimento, è stato ora traslato in parte anche sul 2020". La "rimodulazione" determinerà un aumento del tasso di disoccupazione, seguito dalla sua diminuzione entro il 2022.

A pesare sulla disoccupazione è intervenuta anche l'inefficacia di Quota 100, che aveva promesso un ricambio generazionale e nuove assunzione. Ma, nella fascia 15-24 anni non è stato creato nessun posto di lavoro.

 

Ma il Reddito di cittadinanza e Quota 100 sarebbero dovuti servire anche a rilanciare i consumi, dato che avrebbero dovuto mettere maggior denaro nelle tasche degli italiani.

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